Le pulizie post decesso o pulizie post mortem servono quando in un’abitazione o in una struttura per anziani resta traccia di quanto è accaduto: fluidi biologici assorbiti dal materasso, un odore che non se ne va, superfici che nessun detersivo da supermercato riesce a riportare in condizioni di igiene.
A Roma se ne occupa GSC Servizi, impresa di pulizie con oltre vent’anni di attività e un sistema di gestione certificato.
Non è un intervento che si improvvisa. E quasi mai è un intervento che i familiari dovrebbero fare da soli.
Chi ci chiama, di solito, ha appena affrontato una grave perdita. La casa va restituita al proprietario, oppure messa in vendita, oppure semplicemente riaperta dopo settimane. Il nostro compito è che quella stanza torni ad essere una stanza abitabile.
Cosa sono le pulizie post mortem
Le pulizie o bonifiche post decesso, note anche come pulizia dopo un decesso, sono le attività legate alla pulizia, disinfezione e sanificazione di una stanza o un’area nel quale si è verificata la morte di una persona.
Il servizio di pulizia post decesso va eseguito da professionisti per per garantire che l’ambiente torni sicuro e igienico dopo il tragico evento.
Chi non mai avuto a che fare con questo genere di situazioni, immagina le pulizie post decesso come una pulizia straordinaria un po’ più accurata. Ma la differenza, in realtà, è normativa prima ancora che pratica.
Il D.M. 7 luglio 1997 n. 274, il regolamento che disciplina le imprese di pulizia in Italia, tiene separate tre attività:
- la pulizia è definita come l’insieme dei “procedimenti e operazioni atti a rimuovere polveri, materiale non desiderato o sporcizia da superfici, oggetti, ambienti confinati ed aree di pertinenza”;
- con la disinfezione si va oltre: il decreto parla di rendere sani gli ambienti “mediante la distruzione o inattivazione di microrganismi patogeni”;
- la sanificazione, infine, mette insieme pulizia e disinfezione e ci aggiunge “il controllo e il miglioramento delle condizioni del microclima”.
Una bonifica post mortem le impiega tutte e tre, in quest’ordine preciso. Saltare il primo passaggio e passare direttamente al disinfettante è l’errore più comune: il residuo organico protegge i microrganismi e il prodotto non arriva dove serve.
C’è poi un aspetto che riguarda chi materialmente esegue il lavoro. Un ambiente in cui sono presenti fluidi corporei rientra nel campo del rischio biologico disciplinato dal D.Lgs. 81/2008 (articoli 266-286), che all’art. 271 impone al datore di lavoro la valutazione del rischio da esposizione ad agenti biologici. Questo perché gli operatori che entrano in quella stanza devono essere formati e protetti secondo una procedura scritta, non secondo il buon senso.
Quando ci chiamano per una pulizia post mortem
Ecco le situazioni che incontriamo più spesso:
- Decesso rilevato dopo giorni o settimane. È la situazione tecnicamente più complessa, perché i liquidi hanno avuto il tempo di penetrare in materassi, parquet, massetto, battiscopa.
- Morte naturale in casa con presenza di materiale biologico, anche limitata, su letto, sanitari o pavimenti.
- Ambienti in cui la persona conviveva con condizioni di grave incuria o accumulo, dove alla bonifica biologica si somma uno svuotamento.
- Appartamenti in affitto o in eredità da riconsegnare, da vendere o da riaffittare.
- Camere mortuarie, sale del commiato, stanze di RSA e case di riposo che devono tornare disponibili in tempi brevi.
- Veicoli, cantine, garage.
Il fenomeno ha una dimensione statistica precisa. Secondo l’Istat, nel 2025 in Italia si sono registrati circa 652.000 decessi.
Nella rilevazione Condizione abitativa degli anziani – Anno 2023, conta 2,7 milioni di persone di 75 anni e più che vivono sole, pari al 10% delle famiglie italiane, e rileva che il 3,2% degli anziani soli di quella fascia non può contare su alcun supporto da parte di parenti, amici o vicini.
Sono i numeri che spiegano perché un decesso possa restare inosservato per giorni, in una città grande come Roma più che altrove.
Le fasi del nostro intervento post decesso
Non tutte le imprese di pulizie sono strutturate e preparate per eseguire la pulizia di scene del crimine o pulizie per morte naturale.
Il protocollo di GSC Servizi garantiscono un risultato impeccabile, ecco le 6 fasi del nostro intervento:
1. Sopralluogo e valutazione del rischio
Arriviamo, guardiamo, misuriamo. Verifichiamo l’estensione della contaminazione, quali materiali sono recuperabili e quali no, se l’odore ha raggiunto l’impianto di areazione o gli ambienti confinanti. Da qui nasce il preventivo, che a Roma è gratuito come per tutti i nostri servizi.
2. Allestimento dell’area e dispositivi di protezione
Prima di toccare qualsiasi cosa delimitiamo la zona di lavoro e la separiamo dal resto dell’immobile. Gli operatori indossano tute monouso, doppio strato di guanti, protezione delle vie respiratorie e calzari: tutto ciò che entra nell’area contaminata o esce come rifiuto, o esce decontaminato.
La formazione sull’uso corretto dei DPI fa parte del percorso che GSC Servizi garantisce a tutti i collaboratori ai sensi del D.Lgs. 81/08, come descritto nella pagina certificazioni.
3. Rimozione dei materiali non bonificabili
Il ritiro lo affidiamo a trasportatori e impianti autorizzati, e la copia del formulario controfirmata dall’impianto di destinazione viene consegnata al cliente. Chi eredita un immobile, chi lo amministra o chi lo gestisce per conto di terzi ha così un documento che dimostra come sono stati trattati quei materiali.
Materassi, reti, cuscini, moquette, imbottiti, tappeti, a volte porzioni di parquet o di cartongesso. I materiali porosi che hanno assorbito fluidi biologici non si recuperano: si rimuovono, si imballano e si avviano a smaltimento.
Su questo non facciamo sconti, perché un materasso “trattato” continua a rilasciare odore per mesi.
4. Detersione e disinfezione delle superfici
Si parte dalla rimozione meccanica del residuo organico, poi si passa al disinfettante. Utilizziamo prodotti registrati come Presidi Medico Chirurgici, autorizzati dal Ministero della Salute ai sensi del D.P.R. 6 ottobre 1998 n. 392, o biocidi conformi al Regolamento (UE) n. 528/2012.
Tempi di contatto e diluizioni seguono la scheda tecnica: è la parte del lavoro in cui la fretta si paga.
5. Sanificazione degli ambienti e trattamento degli odori
Sulle superfici e sull’aria interveniamo con l’atomizzatore e nebulizzatore ad alcool all’80% e perossido di idrogeno SANIQUE S-3, la dotazione che utilizziamo anche negli altri servizi di sanificazione ambientale. Dove l’odore ha raggiunto condotti, intercapedini e tessuti non rimovibili aggiungiamo un ciclo di sanificazione con ozono, che agisce sulle molecole odorigene invece di coprirle. Le nostre procedure operative sono descritte nella pagina sanificazione, come operiamo.
Nei casi in cui restano incrostazioni resistenti su superfici delicate possiamo intervenire con il Dry Ice Blaster, la tecnologia di pulizia criogenica a ghiaccio secco che impieghiamo nelle bonifiche post incendio: pulisce senza abrasivi e senza acqua di risulta.
6. Smaltimento e ripristino
L’ambiente viene riconsegnato asciutto e areato, pronto per essere riabitato. Quando serve, la bonifica è seguita da un intervento di pulizie di sgrosso o di pulizie post ristrutturazione, se nel frattempo sono stati rifatti pavimenti o tinteggiature.
Se la bonifica è fatta a metà, l’odore torna
È la domanda che ci fanno più spesso, di solito dopo un primo tentativo andato male.
L’odore che segue un decesso non è un odore di superficie. Le molecole che lo compongono si legano ai materiali porosi e continuano a rilasciarsi nell’aria anche settimane dopo. Deodoranti e profumatori aggiungono un secondo odore al primo, e il risultato dura il tempo di una finestra aperta.
Per eliminarlo servono tre condizioni insieme:
- che i materiali saturi siano stati portati via, non lavati;
- che il substrato sotto il pavimento o dietro il battiscopa sia stato raggiunto e trattato;
- che l’ossidazione dell’aria e delle superfici avvenga con un ciclo di durata sufficiente, misurata sul volume dell’ambiente.
Se manca una delle tre, l’odore riemerge alla prima giornata umida.
Chi ci contatta per le pulizie post decesso a Roma
- Eredi e familiari, spesso tramite le onoranze funebri che li assistono.
- Amministratori di condominio, quando la situazione ha coinvolto parti comuni, cavedi o l’appartamento sottostante. Lavoriamo abitualmente con gli studi di amministrazione per le pulizie condomini.
- Proprietari e agenzie immobiliari, per riportare un appartamento in condizioni di essere visitato e venduto.
- RSA, case di riposo e strutture sanitarie, che hanno bisogno di rimettere in servizio la stanza rapidamente. Su questo fronte GSC ha siglato una partnership con la Croce Rossa Italiana per la cura degli ambienti sanitari.
- Enti pubblici e amministrazioni, che possono acquistare il servizio attraverso il MEPA, dove siamo iscritti.
Perché scegliere GSC Servizi per una bonifica post decesso?
GSC Servizi opera nel multiservizi e nel facility management ed è organizzata in tre divisioni: Grandi Clienti, Facility Management e Cleaning Services. Sede a Roma, oltre vent’anni di attività, cantieri in tutta Italia. La storia dell’azienda è raccontata nella pagina chi siamo.
Le certificazioni non sono un dettaglio da brochure, in un lavoro come questo:
- ISO 9001:2015 per il sistema di gestione della qualità, che governa la selezione dei fornitori e il controllo dei prodotti impiegati;
- ISO 14001 per la gestione ambientale, con particolare attenzione allo smaltimento dei rifiuti e all’uso delle risorse idriche;
- H.A.C.C.P., Certificato Igienico Sanitario, che attesta la conoscenza delle procedure di lavoro in sicurezza da parte del personale;
- Dichiarazione di Conformità con Certificato di Eco-Sostenibilità ed Eco-Compatibilità per il trattamento ECOSANIT, che riguarda l’idoneità dei prodotti erogati per vaporizzazione;
- formazione ai sensi del D.Lgs. 81/08 su mansione specifica, emergenze, primo soccorso e uso dei DPI, erogata a tutti i collaboratori.
L’elenco completo, con le motivazioni di ciascuna, è nella pagina certificazioni.
Sul piano operativo mettiamo a disposizione la stessa dotazione che usiamo per gli interventi più tecnici: atomizzatori e nebulizzatori per perossido di idrogeno, generatori di ozono, sistema criogenico a ghiaccio secco, oltre alle squadre che si occupano di pulizie appartamenti e, quando l’ambiente lo richiede, di disinfestazione.
Domande frequenti sulle pulizie post decesso
Sconsigliato, e in alcuni casi vietato. Un ambiente con fluidi biologici comporta un rischio di esposizione ad agenti biologici disciplinato dal D.Lgs. 81/2008, e i materiali contaminati non possono essere conferiti nei cassonetti: rientrano tra i rifiuti pericolosi con codice EER 18 01 03*, il cui trasporto richiede l’iscrizione all’Albo nazionale gestori ambientali.
La procedura tecnica è largamente sovrapponibile. Cambia il contesto: nel secondo caso l’intervento può iniziare solo dopo che l’autorità giudiziaria ha concluso i rilievi e ha dissequestrato i luoghi.
Un appartamento con contaminazione circoscritta si chiude in una giornata di lavoro. Se il decesso è stato rilevato dopo settimane, o se occorre rimuovere pavimentazioni, si può arrivare a tre o quattro giorni, cicli di deodorizzazione compresi.
Dipende dai casi: gli eredi, il proprietario dell’immobile se l’appartamento era locato, l’amministrazione condominiale quando sono coinvolte parti comuni, la struttura sanitaria o assistenziale se il decesso è avvenuto al suo interno. In presenza di una polizza sulla casa vale la pena verificare se la garanzia copre la bonifica.
Sì. Consegniamo il formulario di identificazione del rifiuto controfirmato dall’impianto di destinazione, come previsto dall’art. 193 del D.Lgs. 152/2006, e su richiesta una relazione con l’elenco delle lavorazioni e dei prodotti impiegati.
Sì. Anzi, sono i casi in cui la differenza tra un intervento professionale e un tentativo domestico si vede di più, perché il problema non è più in superficie.
No. Arriviamo con veicoli privi di indicazioni sul tipo di servizio e non forniamo informazioni a terzi. Il trattamento dei dati segue il Regolamento (UE) 2016/679.
Serve un intervento a Roma? Chiamateci al 329 616 9425 o scrivete a preventivi@gscservizi.it. Il sopralluogo è gratuito e possiamo essere sul posto in giornata.
Se preferite, compilate il modulo nella pagina richiesta preventivo: vi ricontattiamo noi.





